made in Italy

Il Made in Italy guarda ad Oriente: le opportunità del mercato giapponese

Così lontani e al tempo stesso così vicini. Italia e Giappone sono divisi geograficamente da migliaia di chilometri, ciò nonostante, entrambi i Paesi condividono una reciproca fascinazione per le rispettive culture e tradizioni. Tale stima si riflette anche sugli scambi commerciali in costante crescita da ormai oltre vent’anni. A dimostrarlo ci pensano i numeri: l’export del made in Italy verso il Sol Levante è stimato in circa 10 miliardi di euro

Nuove prospettive per il Made in Italy

A trainare l’export italiano in Giappone è ovviamente il settore agroalimentare che conquista una fetta pari all’80% dell’esportazioni sul mercato asiatico. La crescita dei volumi commerciali è stata avvantaggiata dall’accordo tra Giappone e Unione Europea entrato in vigore nel febbraio 2019. Attraverso questa partnership sono state eliminate tutta una serie di tariffe doganali e altre barriere commerciali per facilitare le importazioni e le esportazioni delle imprese di entrambe le parti.

Il made in Italy agroalimentare ne ha giovato particolarmente: numerosi prodotti DOP e IGP sono stati riconosciuti e tutelati anche in Giappone, mettendo così un freno al fenomeno dilagante dei “falsi italiani” sul mercato asiatico. Tuttavia, anche se il nostro immenso patrimonio enogastronomico caratterizza le principali esportazioni, altri settori giocano un ruolo importante nel commercio con l’Estremo Oriente. Tra questi spicca la gamma di prodotti che interessa il sistema casa: dall’oggettistica all’arredamento italiano, senza tralasciare tutti quegli altri articoli che rientrano nella categoria “Lifestyle”.

Home Decor, Oggettistica e Tessuti per la casa

Anche in questo caso i numeri parlano chiaro. Nonostante una flessione “fisiologica” dei movimenti commerciali dovuti alla pandemia, le prospettive per il futuro sono più che rosee. Nel triennio 2023-2025 si stima che il commercio mondiale dei prodotti del sistema casa sarà superiore ai 178 miliardi di euro. Il principale player sui mercati asiatici sarà proprio il Giappone: secondo le stime le sue importazioni aumenteranno di ben 9,2 miliardi di euro. Si parla quindi di uno scenario rilevante in cui le piccole e medie imprese del made in Italy potranno svolgere un ruolo rilevante.

Come sta cambiando l’orientamento dei consumatori giapponesi?

L’orientamento dei consumatori giapponesi verso il mercato italiano sta rapidamente cambiando. Fino a non molto tempo fa i prodotti nostrani erano legati soprattutto al concetto di lusso. L’eleganza e lo stile italiano veniva così accomunato ai brand più importanti del settore fashion, in particolar modo nel campo della moda. Il consumatore giapponese che acquistava il made in Italy era solitamente di mezza età e con buone disponibilità economiche.

Oggi le tendenze d’acquisto nel Sol Levante stanno seguendo una nuova direzione. I giovani sono sempre meno interessati all’acquisto di brand costosi, piuttosto preferiscono concentrarsi sulla qualità e sui valori intrinsechi dei prodotti presenti sul mercato. In fondo il vocabolario commerciale si è arricchito di nuove terminologie, come ad esempio “eco” e “bio”. La sostenibilità è ormai un argomento particolarmente caro tanto ai consumatori giapponesi quanto a quelli europei: influenza sempre più le loro scelte d’acquisto.

Il nuovo trend agevola indubbiamente le aziende italiane che operano nel campo del design e dell’arredamento. Da sempre questo comparto ha prestato particolare attenzione alla scelta dei materiali ed inoltre risulta particolarmente avanzato nel campo della domotica, ovvero quella branca di studio che punta a migliorare l’abitabilità e la funzionalità delle nostre case, grazie ad un insieme di automazioni e tecnologie domestiche.

Fin da sempre i giapponesi hanno espresso una passione insuperabile ed un rispetto profondo per i materiali e le finiture delle proprie abitazioni, fino quasi a tendere al perfezionismo. Le case nipponiche continuano tutt’oggi ad essere degli spazi in cui i protagonisti restano il comfort e la funzionalità. 

Il made in Italy trova un terreno fertile in Giappone proprio per la lunga tradizione delle PMI italiane nella lavorazione del legno, della pelle e delle pietre naturali. L’apprezzamento del design dell’arredamento italiano si concretizza in un giro d’affari annuale di circa 100 milioni di euro solo per quanto riguarda le importazioni di mobili. A tutto ciò va aggiunto tutto quell’indotto costituito dall’oggettistica per la casa e tutte le dotazioni di illuminotecnica.

I protagonisti di questa “rivoluzione” nei consumi, come già osservavamo qualche riga più su, non sono i grandi brand, ma le piccole imprese della manifattura italiana e dell’artigianato. I loro prodotti non trovano spazio nei classici department store giapponesi ormai in declino (rispetto al boom dell’inizio degli anni ’90 il loro giro d’affari è crollato del 40%), bensì nei quartieri creativi delle principali città, come ad esempio Nakameguro a Tokyo, dove le fasce di giovani consumatori vanno alla ricerca di prodotti stranieri originali e di qualità. 

Una spinta al made in Italy in Giappone è stata inoltre anche data dagli e-commerce: la piattaforma giapponese di Amazon a partire dal 2016 ha aperto ai prodotti artigianali italiani contribuendo sensibilmente alla crescita delle esportazioni.

Arte della Tavola, Decorazione

Come cogliere le opportunità dei mercati giapponesi?

Uno dei metodi più efficaci per cogliere le opportunità commerciali offerte da un mercato estero è partecipare alle fiere di settore. Rappresentano l’occasione per conoscere di persona i principali player e per allargare la propria rete commerciale. 

Nel caso del Giappone uno degli eventi assolutamente da non perdere per le imprese del made in Italy è la Lifestyle Week Tokyo. L’evento B2B si svolge tre volte all’anno dividendosi tra ToKyo e Osaka. Attira ogni anno circa 50mila visitatori e si articola in ben otto giganteschi spazi espositivi dedicati alle principali novità dei settori dell’oggettistica per la casa e gli uffici, della regalistica e della cartoleria.

Guardiamo rapidamente nel dettaglio i saloni che caratterizzano la Lifestyle Week Tokyo:

  • Giftex Tokyo (regalistica, artigianato, tessuti, profumazioni, oggettistica, accessori);
  • Baby & Kids Expo (prodotti ed accessori per prima infanzia e bambini);
  • Fashion Goods & Accessories Expo (accessori moda, pelletteria, calzature, tessuti, oggettistica);
  • Table & Kitchenware Expo (arte della tavola, tessuti, utensili e pentole, vetro e ceramiche);
  • Design Expo (oggettistica e prodotti di design per la casa e la persona);
  • Interior Expo (accessori ed oggettistica per la casa);
  • Health & Beauty Expo (prodotti per l’igiene, cura e benessere per la persona);
  • ISOT (salone internazionale dedicato alla cartoleria e strumenti per ufficio);
  • Good Foods Tokyo Expo: prodotti agro alimentari da tutto il mondo per la regalistica e negozi specializzati.

Dopo il successo dell’esposizione dello scorso aprile, la fiera nipponica tornerà di scena dal 6 all’8 luglio a Tokyo. Per far sì che la fiera si trasformi in un’importante opportunità commerciale è importante organizzare tutto al meglio: CL Events opera da diversi anni nel settore delle fiere internazionali ed è pronta a mettere a tua disposizione tutta la sua esperienza. Affidati a noi per pianificare al meglio la tua spedizione in Giappone ed ampliare il tuo business su uno dei principali mercati asiatici.

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